Il convegno “Donne e Mobilità”, tenutosi a Bologna il 20 gennaio 2026, rappresenta il punto di arrivo di un percorso di ricerca, confronto e condivisione avviato da FederMobilità, Roma Mobilità, ISFORT, TRT Srl e promosso da ASSTRA, TPER, SIPOTRA, che ha visto l’adesione di un ampio numero di agenzie, associazioni e aziende.
Al centro del lavoro, sintetizzato nel Documento preparatorio, vi è una domanda chiave: esiste una mobilità di genere e, se sì, come può orientare politiche e servizi più equi ed efficaci?
La mobilità delle donne: dati, bisogni, differenze
Le analisi dell’Osservatorio Audimob di ISFORT confermano l’esistenza di pattern di mobilità differente tra donne e uomini. Le donne effettuano spostamenti mediamente più brevi, prevalentemente urbani, con una maggiore frammentazione della catena di viaggio e una forte incidenza degli spostamenti legati alla gestione familiare e alla cura. A fronte di un minore accesso al lavoro retribuito, la mobilità femminile risulta più “multitasking” e meno concentrata sugli spostamenti sistematici casa-lavoro .
Le donne utilizzano di più il trasporto pubblico, si muovono maggiormente a piedi e mostrano una propensione più elevata verso forme di mobilità sostenibile, ma sono anche più esposte ai vincoli legati a sicurezza, accessibilità, orari e qualità dello spazio pubblico.
Servizi di mobilità e sicurezza: un nodo centrale
Il Documento evidenzia come le donne siano utenti centrali del TPL, ma spesso di un’offerta pensata prioritariamente per la domanda “forte” e sistematica. Servizi rigidi, strutture tariffarie poco flessibili e una scarsa attenzione alle fasce orarie di morbida penalizzano una domanda di mobilità più diffusa nel tempo e nello spazio.
La sicurezza, reale e percepita, emerge come uno dei principali fattori che influenzano le scelte di mobilità, soprattutto nelle ore serali e notturne. Le esperienze raccolte – dalle campagne di sensibilizzazione ai servizi a chiamata nelle aree interne, fino agli interventi su mezzi e fermate – mostrano come la sicurezza non sia solo una questione tecnologica, ma anche organizzativa, culturale e di presidio dello spazio pubblico .
Pianificazione urbana e gender mainstreaming
Un capitolo centrale del Documento è dedicato al rapporto tra mobilità, spazio pubblico e pianificazione urbana in un’ottica di genere. Il persistente gender data gap ha contribuito a costruire città e sistemi di trasporto spesso “neutri solo in apparenza”, ma di fatto modellati su bisogni maschili.
Le esperienze europee e italiane di gender mainstreaming, a partire dal caso di Vienna, dimostrano che integrare la prospettiva di genere nelle politiche urbane migliora la qualità complessiva delle città: maggiore accessibilità, sicurezza, prossimità dei servizi e vivibilità per tutte e tutti. Anche in Italia si moltiplicano le pratiche che connettono mobilità, tempi della città e rigenerazione urbana .
Donne e lavoro nel settore dei trasporti
Il Documento affronta, infine, il tema del gender gap nel mercato del lavoro, con particolare riferimento al settore dei trasporti, dove la presenza femminile resta minoritaria, soprattutto nei ruoli tecnici e apicali. Le normative recenti e gli strumenti come la certificazione di genere rappresentano un passo avanti, ma richiedono un impegno strutturale delle aziende e delle istituzioni per tradursi in cambiamenti concreti.
Verso una Carta della Mobilità delle Donne
I contributi raccolti convergono nella proposta di alcuni elementi fondativi per una Carta della Mobilità delle Donne, intesa come strumento di indirizzo per politiche più inclusive. Tra questi: produzione sistematica di dati disaggregati per genere, progettazione dei servizi orientata ai bisogni reali, integrazione tra mobilità e politiche urbane, attenzione alla sicurezza e valorizzazione del lavoro femminile nel settore.
Il percorso avviato con “Donne e Mobilità” intende proseguire come spazio stabile di confronto e proposta, capace di rafforzare una rete di soggetti già attiva e di contribuire a una mobilità più equa, sostenibile e attenta alla complessità della vita quotidiana.
I molti e autorevoli relatori hanno sviluppato interventi volti ad implementare ed approfondire i temi proposti, integrandoli con esperienze e punti di vista specifici.
Gli atti del Convegno:
- Anna Donati – Presidente/AD Roma Servizi per la Mobilità
- Valeria Gentili – Comunicazione e PR || Osservatorio sharing mobility
- Cristina Severini – Roma Servizi per la Mobilità Srl, Responsabile Staff Indagini, Customer Satisfaction e Segnalazioni
- Valentino Sevino – AMAT Srl – Direttore Generale e ad Interim dell’area Pianificazione e Monitoraggio MobilitàMatteo Colleoni
- Cinzia Colombo – Responsabile Prevenzione Direzione Territoriale Inail Bergamo
- Anna Frattini – Assessora Pari Opportunità, Comune di Brescia
- Beatrice Verzè – Consigliera delegata alle pari opportunità
- Francesca Zacjzyk – Presidente Agenzia TPL Milano, Città metropolitana, Monza, Brianza, Lodi, Pavia
- Angela Ceresoli – Presidente Agenzia TPL Bergamo
- Matteo Colleoni – Università di Milano-Bicocca e Centro nazionale mobilità sostenibile
- Paola Matino – Sustainability manager TPER SpA
- Francesca Ciuffini – Presidente Comitato Pari Opportunità Nazionale Gruppo FS Italiane
- Valeria Sciarretta – Responsabile Marketing e dei Sistemi di Gestione Pdr e D&I
- Loredana Schiavo – Comitato Diversity & Inclusion – Responsabile Risorse Umane
- Pinar Pinzuti – Bikenomist | Bikeitalia | Fiera del Cicloturismo
- Barbara Bonciani – Sociologa, Università di Pisa, ideatrice del Progetto Il porto delle donne
- Marzia Picciano – Public Affairs Manager UPS Italia, Spagna e Portogallo
- Simone Bruni – Head of HR Business Partner, Industrial Relations ATM Milano
Qui puoi consultare/scaricare gli altri contributi
PARLANO DI NOI
La notizia del convegno è stata ripresa dal magazine “Women Mobilize Women”.

