17 Giugno, 2024
Camera dei Deputati: in discussione una risoluzione in materia di trasporto pubblico locale

La Commissione Trasporti della Camera ha avviato ieri la discussione congiunta di risoluzioni sul TPL. Ad aprire la discussione è stato Andrea CASU (PD-IDP) , primo firmatario della risoluzione presentata dal Gruppo PD alla Camera dei deputati.
Il parlamentare del Pd ha evidenziato nel suo intervento la situazione critica in cui versa il Tpl in seguito alla pandemia e alle nuove condizioni imposte dal cambiamento climetico. Ha anche aggiunto che “il criterio di assegnazione delle risorse per il trasporto pubblico locale non può più essere quello storico, data anche la penuria di finanziamenti, con il rischio che a pagarne le conseguenze siano le fasce più deboli o che ciò possa gravare sul cambiamento climatico”.

Ha ricordato che in Germania è stato istituito un abbonamento climatico al costo di 9 euro, poi prorogato al costo di 49 euro e ha richiamato l’esempio di Roma, principale realtà nazionale del trasporto pubblico locale: “su 5 miliardi complessivi del Fondo – ha dichiarato –  a Roma arrivano 190 milioni; se il criterio fosse quello dei chilometri percorsi, tale cifra dovrebbe essere il doppio, se quello dei passeggeri trasportati il quadruplo. Si tratta, alla fine, della questione delle grandi differenze che dividono al suo interno il nostro Paese, di fatto una vera emergenza democratica.

Carmine Fabio RAIMONDO (FDI) nel suo intervento ha riconosciuto al collega Casu di aver «centrato» alcuni punti importanti sul trasporto pubblico locale: “è bene – ha affermato – che alcuni temi vengano affrontati in maniera concorde e sinergica. Il trasporto pubblico locale è al centro degli obiettivi della maggioranza: nel suo programma elettorale esso è stato definito mediante le parole chiave «accessibile, intermodale, veloce, smart e sostenibile». Ha osservato infine le diseguaglianze esistenti nel Tpl locale: “il sistema di trasporto pubblico locale oggi è a più velocità e ha differenze tra grandi e piccole città con una serie di aree poco servite per ragioni geografiche o di bassa densità abitativa. La discussione delle risoluzioni in commissione- ha concluso – deve essere l’occasione per concentrarsi sui disagi del cittadino-utente, ma anche quelli del personale, in termini di sicurezza e adeguamento stipendiale, oltre che di  individuazione di «livelli essenziali di trasporto», che vanno garantiti per una efficace uniformità dei servizi offerti”.

Francesco SILVESTRI (M5S), in riferimento al trasporto pubblico romano, ha affermato che “le sue esigenze sono ben descritte nella risoluzione Casu 7-00111, chiedendosi perché Roma non riceva direttamente i finanziamenti del Fondo nazionale per il TPL. Al Lazio sono destinati complessivamente circa 600 milioni, di cui vanno a Roma 190 milioni più 50 che vengono da altra voce di bilancio. Si tratta –  ha osservato – di una somma insufficiente e sproporzionata e ha ricordato che esaminando la legge sui poteri speciali alla città di Roma, nel corso della precedente legislatura, si era discusso della possibilità dell’acquisizione diretta da parte di Roma Capitale dei fondi relativi al trasporto pubblico locale. Tale proposta riscosse molta attenzione e deve essere riproposta anche in vista dell’approssimarsi del Giubileo 2025”.

Infine, Francesca GHIRRA (AVS) ha ricordato che il funzionamento dei mezzi pubblici “è misura della civiltà di una città e influenza molto la qualità della vita dei suoi residenti: in questo senso su Roma occorre lavorare seriamente”. Ha elogiato il funzionamento della CTM Spa di Cagliari  che vanta “una flotta quasi totalmente elettrica e ha sempre perseguito una politica di agevolazione degli abbonamenti di studenti e disoccupati”.

Qui la versione integrale della risoluzione in discussione in IX Commissione alla Camera dei Deputati.

(fonte: Ferpress)

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