Il punto è stato fatto proprio pochi giorni fa, per la precisione l’8 e il 9 luglio al Dama Tecnopolo di Bologna, con esperti e stakeholders in un convegno dal titolo “Verso la mobilità del futuro”, aperto dall’Ass. regionale alla Mobilità e ai Trasporti, Irene Priolo. Per l’Emilia Romagna è tempo di bilancio della sperimentazione condotta nell’ambito del MaaS4Italy e di valutazioni sulla sua attuazione e prospettive future. La Regione è una delle sette selezionate a settembre 2023 dal bando del programma nazionale finanziato dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
A parlare dell’esperienza emiliano-romagnola è Paolo Ferrecchi, Direttore generale Cura del Territorio e dell’Ambiente della Regione.
Qual è la caratteristica distintiva del vostro progetto?
La base di partenza, le fondamenta della nostra sperimentazione sono state l’esperienza che l’Emilia Romagna aveva accumulato nell’introduzione delle nuove tecnologie, e in particolare la digitalizzazione, nel trasporto pubblico locale. La rivoluzione nelle modalità operative del servizio qui l’avevamo già fatta: da tempo avevamo introdotto la bigliettazione elettronica in tutto il territorio regionale e dal 2023 anche il pagamento con carta di credito per tutti i servizi. A cui avevamo affiancato il completo telecontrollo, attraverso i sistemi AVM, dell’intera flotta di autobus regionali, urbani ed extraurbani. Quindi siamo partiti dalla tecnologia, dall’implementazione e dall’integrazione di tutti questi sistemi.
Potevate vantare anche un’altra caratteristica, unica tra le Regioni. Quale?
Con un lavoro enorme, iniziato dieci anni fa, abbiamo integrato tutte le informazioni sul trasporto pubblico locale, ferroviario, e quindi orari dei treni, e su gomma, orari dei bus, con l’app googlemaps: tutte le 55mila paline del trasporto pubblico locale nel territorio regionale forniscono in tempo reale l’orario programmato delle corse e quello effettivo con cui sta viaggiando il mezzo. La nostra arma vincente è stata l’infomobilità.
In sintesi, quali sono stati i driver fondamentali della sperimentazione del MaaS4Italy?
Due in particolare: le informazioni sulla pianificazione del viaggio, dal punto di partenza a destino, e la possibilità di acquistare il biglietto in modalità elettronica. Tutto questo era già possibile prima del MaaS4Italy, prima della nostra partecipazione al bando per i fondi del Pnrr.
L’Emilia Romagna aveva già un suo MaaS operator?
Sì, con la app Roger per la mobilità avevamo integrato treni, autobus, sosta a pagamento, diversi servizi taxi, people mover a Bologna, car sharing e servizi turistici estivi, prima del MaaS4Italy. Roger aveva già 420mila utenti registrati. Abbiamo partecipato al bando nazionale per compiere un ulteriore passo in avanti, per mettere a punto un motore, una piattaforma digitale di proprietà della Regione che fosse interoperabile e integrasse anche la funzione del pagamento. Una nuova sfida tecnologica per allargare la platea degli operatori coinvolti e intercettare nuovi servizi complementari, più complessi. Per aumentare l’utenza e favorire la mobilità sostenibile e intermodale, avendo sempre come perno il trasporto pubblico.
Veniamo alla sperimentazione del MaaS4Rer.
Con il bando ci siamo aggiudicati 2,3 milioni di euro. Per partecipare alla fase sperimentale abbiamo selezionato, anche noi con bando pubblico, quattro MaaS operator. Due, Roger e MooneyGo, hanno poi concluso accordi con i servizi di mobilità. Abbiamo scelto di mirare a target specifici come turisti, pendolari, aree produttive e aree interne. La sperimentazione si è aperta il 1° ottobre 2024 e aveva come target il raggiungimento di 2.500 cittadini sperimentatori, ai quali è stato assegnato un welcome bonus di 20 euro e un cash back del 50% mensile sui titoli acquistati fino a un massimo di 20 euro al mese.
Com’è andata?
Direi molto bene: a conclusione della sperimentazione il 31 marzo 2025 i cittadini iscritti sono stati 3.866, superando l’obiettivo del 54,6%. In totale hanno effettuato 7.866 viaggi. Nel frattempo, prosegue anche il successo dell’app Roger che è arrivata a 515mila download e nei primi sei mesi del 2025 ha emesso quasi 291mila titoli di viaggio per un valore di 1 milione e 20mila euro.
Conclusa la sperimentazione, quali i prossimi passi?
Vogliamo continuare a integrare nuovi operatori, per esempio tutti i taxi, i monopattini in sharing dove ci sono e altri servizi innovativi e, come già detto, avere una nostra piattaforma funzionante e interoperabile, in grado di gestire il back office. Senza dipendere da altri. La possibilità di utilizzare le carte di credito per i pagamenti su treni, bus urbani e anche sui 3.300 mezzi dei servizi extraurbani è fondamentale. E contribuisce a risolvere l’annoso problema dell’evasione tariffaria, in particolare favorendo l’utilizzo dei mezzi pubblici e dell’intermodalità da parte dei turisti. Con l’ultimo aggiornamento a Bologna riusciamo anche a praticare la miglior tariffa giornaliera.
In Emilia Romagna avete avuto un vero e proprio boom dei treni regionali.
Si, ormai possiamo parlare di metropolitana ferroviaria emiliano romagnola, trasportiamo 180mila passeggeri al giorno e abbiamo totalizzato circa 80mila abbonamenti mensili. Ricordo che chi viaggia con la tessera ferroviaria non paga l’abbonamento del trasporto pubblico urbano nella città di origine e in quella di destinazione: un aiuto molto importante.
In sintesi, la vostra visione del MaaS?
Mettiamo al centro le persone così da offrire soluzioni su misura in un’unica piattaforma digitale per incentivare scelte di mobilità sostenibili, aumentare l’intermodalità, fidelizzare gli abbonati, ridurre l’uso dell’auto privata, migliorare la qualità dell’aria e il benessere nelle nostre città.
(fonte:newletter TTS)

