11 Dicembre, 2025
Donne parità di genere e mobilità. Un incontro di Roma Servizi per la Mobilità

Parità di genere, inclusività e sostenibilità nella mobilità: tutti aspetti correlati che devono interagire e su cui l’agenzia Roma Servizi per la Mobilità sta lavorando da molto tempo. L’impegno è stato riconosciuto nel settembre 2024 dalla certificazione della parità di genere. Di questo e di molto altro si è parlato oggi a Roma a Palazzo Valentini in un convegno dal titolo emblematico: “Donne, parità di genere e mobilità – L’esperienza di RSM per la parità di genere e riflessioni per una mobilità inclusiva e sostenibile”.

Ed è stata l’occasione per raccontare e condividere l’esperienza dell’azienda capitolina e per riflettere per una mobilità più inclusiva e sostenibile, partendo dai dati disponibili grazie ad una ricerca fatta sul campo. L’ottenimento del “bollino” sulla parità di genere per RSM è arrivato dopo un anno e mezzo di lavoro, sviluppato da un Comitato interno ad hoc, che ha elaborato un’apposita procedura interna e un piano strategico delle attività coinvolgendo vertici aziendali e CdA.

La certificazione- spiega Anna Donati, presidente e AD – è il frutto di una strategia aziendale mirata a promuovere l’equilibrio di genere nel personale, le pari opportunità di carriera, la retribuzione e la creazione di un ambiente lavorativo inclusivo, senza stereotipi e abusi sotto qualsiasi forma: verbali, fisici e digitali. Noi cerchiamo di essere un esempio concreto di cambiamento ed evoluzione su questo versante. Naturalmente il lavoro da fare è ancora lungo ma abbiamo energie e idee per far camminare questo percorso”.

La ricerca che avete fatto, dice nel suo intervento l’assessore alla Mobilità di Roma Capitale Eugenio Patanè, ci sbatte in faccia il problema della diversità. Lo viviamo tutti nella nostra vita quotidiana: io ho due figlie ed arrivando in questo settore ho visto che ci lavoravano solo uomini ed ho cominciato a nominare donne nei ruoli apicali di mia competenza”.

I dati sulla ricerca che è stata condotta offrono un quadro molto interessante, una realtà nella quale dobbiamo muoverci con più omogeneità soprattutto per orientare le nostre scelte, a partire dalle progettazioni che debbono partire proprio dall’inclusività.

Ma attenzione – ha detto Patanè – non si raggiungono vantaggi reali senza una radicale consultazione pubblica partecipativa” Sentire ed intercettare i bisogni. “Vi sembra forse che l’attuale pianificazione rigida del Tpl ci consenta di superare le tante criticità? Per una mamma che deve portare i figli il pomeriggio a fare sport sarebbe più utile un servizio a chiamata o una linea fissa che magari porta pochissime persone?”.

C’è poi il tema sicurezza, che viene affrontato a partire dalle telecamere sui bus, che sono utilissime per garantire più tranquillità; perchè i casi di microcriminalità indubbiamente ci sono sui mezzi pubblici non in quanto tali, ma perchè luoghi di concentrazione. Abbiamo ancora tanto da fare a partire da una logica diversa sulle agevolazioni: l’esperienza fatta con gli sconti per le donne sui taxi è stata importantissima. Cambiare le politiche di mobilità cittadina come stiamo cercando di fare – ha detto in conclusione del suo intervento Eugenio Patanè – aiuta ad essere realmente riformisti”.

Fonte FERPRESS

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