3 Marzo, 2024
Energia pulita, in Emilia-Romagna è già l’era dell’idrogeno

Energia pulita dall’idrogeno: in Emilia-Romagna è già realtà. Come a Carpi, dove l’impianto di riscaldamento della palestra dell’istituto scolastico “Meucci” – primo, in Italia e in Europa, nel suo genere – è alimentato a idrogeno.  Tutto è partito da un bando energia della Provincia di Modena, che si è aggiudicato Coopservice (Reggio Emilia). Da qui il progetto (costo, 350mila euro), ideato nel 2020, realizzato e poi inaugurato all’inizio del 2023. Ed ecco l’impianto: si basa su un sistema di generazione del calore costituito da una caldaia alimentata a gas idrogeno prodotto sul posto, tramite pannelli fotovoltaici collocati sul tetto della palestra. I pannelli alimentano una serie di elettrolizzatori a celle elettrolitiche modulari, che scindono le molecole d’acqua in idrogeno e ossigeno. Cosa significa, tutto questo, per l’ambiente? Con quest’intervento, ogni anno le emissioni di CO2 in atmosfera verranno diminuite di 717 tonnellate, equivalenti a quanto verrebbe assorbito da 145 ettari di bosco (per avere un’idea, è la superficie di 25 campi da calcio). Per quanto riguarda l’immagazzinamento dell’idrogeno, è previsto un sistema di stoccaggio ad hoc: realizzato con una tecnologia più sicura e controllata di quella utilizzata per gli impianti a gas metano, consentirà di utilizzare l’energia prodotta nei mesi estivi durante il periodo invernale.

A CastelfrancoEmilia, invece, si è svolta con esito positivo la prima sperimentazione nazionale sull’idrogeno per uso civile, che ha riguardato una trentina di famiglie e abitazioni. Qui si è svolta, a novembre 2022, con esito positivo, la prima sperimentazione nazionale sull’idrogeno per uso civile: ha riguardato una trentina di famiglie e abitazioni (la porzione di un quartiere), con l’obiettivo di studiare le migliori metodologie per l’utilizzo di una miscela di idrogeno e gas naturale nelle reti di distribuzione esistenti. È stata allestita una centrale temporanea in uno spazio del quartiere, e realizzati gli allacci alle reti, che hanno portato la miscela ai fornelli e ai boiler. Un progetto, questo, della multiutility Hera, realizzato dalla controllata Inrete Distribuzione Energia. Per la prima volta, inoltre, sono stati coinvolti tutti gli operatori della filiera del gas: dalle società di distribuzione ai costruttori di dispositivi tecnologici, fino ai produttori di apparecchi di riscaldamento e di cottura e agli enti riconosciuti a livello internazionale che hanno supervisionato ogni aspetto di sicurezza.

Col progetto “IdrogeMo”, finanziato da bando regionale con 19,5 milioni di euro, si produrrà poi idrogeno verde nelle aree industriali dismesse. Una vera e propria “Hydrogen Valley” a Modena. Con queste risorse, verrà realizzato a Modena un polo che produrrà fino a 400 tonnellate di idrogeno: sorgerà in un’area industriale dismessa (la discarica esaurita di via Caruso, e quindi senza alcun consumo di suolo). L’area ospiterà un parco fotovoltaico di 6 MW di potenza collegato a un elettrolizzatore che, tramite l’utilizzo dell’energia elettrica fornita dal fotovoltaico, produrrà idrogeno. L’investimento complessivo di Hera, in qualità di capofila del progetto, e Snam è di 20,8 milioni di euro.

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