20 Aprile, 2024
Fondo nazionale trasporti 2019 – Accantonamento 300 milioni di euro

Pubblichiamo la lettera che Anav Asstra ed Agens hanno indirizzato ai ministri del MIT e del MEF, con oggetto “Fondo nazionale trasporti 2019 – Accantonamento 300 milioni di euro”.

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Esprimiamo forti preoccupazioni circa la possibilità, a quanto appare sempre più concreta, che si registri una contrazione delle risorse statali per il finanziamento di parte corrente del trasporto pubblico locale, tanto più se dovesse intervenire in corso d’anno ed in proporzioni rilevanti.

Tale preoccupazione non è solo legata alle sorti delle imprese da noi rappresentate, ma anche ai
riverberi negativi che i tagli di cui trattasi avrebbero sull’intero sistema industriale dei trasporti e, in
ultima e più importante analisi, sulla cittadinanza e sul diritto dei cittadini alla mobilità.
Nell’ambito dell’accantonamento di 2 miliardi di euro stabilito con la legge di bilancio 2019, 300
milioni di euro gravano infatti sulla dotazione 2019 del Fondo nazionale di finanziamento del TPL,
una clausola sulla spesa che nelle intenzioni avrebbe dovuto essere prudenziale e figurativa e la cui
attivazione, invece, in prossimità dell’adozione del Def, ed alla luce della frenata economica
registrata in Europa e nel Paese, è considerata oramai, almeno negli articoli di stampa, un rischio
concreto.
La norma di legge, tuttavia, opportunamente consente una rimodulazione degli accantonamenti
nell’ambito degli stati di previsione della spesa, rimodulazione che, nell’ipotesi in cui la clausola di
spesa debba essere attivata, riteniamo indispensabile per salvaguardare la totalità dei finanziamenti
destinati ad un settore giustamente considerato dal Governo di importanza prioritaria per il Paese.

Importanza che è stata ribadita dallo stesso Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti in sede di
assegnazione dell’anticipazione dell’80% del Fondo in questione. Infatti, le affermazioni del
Ministro, su cui facciamo vivo affidamento, ci hanno consentito di produrre fino ad ora il servizio
ipotizzando l’assenza del taglio.
Evidenziamo che l’eventuale applicazione in corso d’anno di un taglio di 300 milioni di euro sulle
risorse destinate ai servizi di trasporto pubblico comporterebbe l’impossibilità di svolgere i servizi
minimi di mobilità garantiti ai cittadini nell’ultimo quadrimestre dell’anno ed impatti
sull’occupazione di settore con perdite di posti di lavoro che le stesse Regioni hanno stimato in
circa 15.000 unità.
La stessa tenuta del tessuto industriale di settore ne sarebbe gravemente compromessa con
conseguenze pesanti sul processo di ammodernamento e di rilancio del settore sostenuto dal
Governo con importanti risorse destinate agli investimenti per la mobilità collettiva e sostenibile.
Restringere il perimetro delle risorse su cui il settore può contare avrebbe inevitabili ripercussioni
sul sistema della mobilità nelle nostre città e nei nostri territori con il relativo aumento dei costi
sociali e dei costi sanitari. Recenti studi sviluppati dalle Associazioni1 dimostrano chiaramente una
continua tendenza verso un cambio modale (meno auto privata e più mobilità collettiva e
sostenibile) nonché una forte propensione delle persone a lasciare a casa l’auto a favore del mezzo
pubblico.
Vale la pena evidenziare che, secondo recenti studi, gli attuali investimenti in trasporto pubblico
locale hanno un effetto moltiplicativo sul PIL e occupazione molto rilevanti, rispettivamente +0,2%
e 99 mila occupati in più. È di tutta evidenza, dunque, che una riduzione di risorse per il trasporto
pubblico locale e ferroviario regionale, determinerebbe una forte barriera verso lo sviluppo di
un’efficace e innovativo sistema di mobilità.
Non possiamo infine non rammentare che il settore già nel 2011 è stato oggetto di pesanti tagli (-
15%); ulteriori manovre non sono più sostenibili senza intaccare i livelli occupazionali, i servizi e
gli investimenti, tenuto conto che forti recuperi di efficienza e di ottimizzazione dei servizi sono
stati fatti negli anni passati.
Alla luce di quanto rappresentato confidiamo, quindi, in un Vostro autorevole ed urgente intervento
affinché venga preservata per l’intero importo stanziato per il 2019 la dotazione del Fondo
nazionale trasporti e, nell’ipotesi di necessità di attivazione della clausola di spesa, le scelte di
accantonamento vengano indirizzate verso capitoli di spesa meno impattanti sull’economia dei
territori, sull’occupazione e sulla collettività.
Certi della Vostra sensibilità sui temi esposti restiamo in attesa di un cortese ed urgente riscontro e
ribadiamo il nostro interesse e disponibilità ad un incontro.
Distinti saluti.
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