31 Maggio, 2026
TPL, Parisi : “Servono base dati nazionale sulla mobilità e più risorse per migliorare il servizio”

In occasione del convegno annuale di federMobilità a Napoli, dal titolo “Se non puoi misurarlo, non puoi migliorarlo”, il vicepresidente Anci con delega al Trasporto Pubblico Locale, Vito Parisi, ha sottolineato la necessità di rafforzare il sistema nazionale di raccolta dei dati sulla mobilità e di garantire risorse strutturali al settore.

“Il lavoro presentato da federMobilità è particolarmente importante perché riporta la mobilità al centro del dibattito nazionale non solo come questione tecnica, ma come tema sociale, economico e ambientale”, ha affermato Parisi, evidenziando come per migliorare il TPL sia necessario comprenderne meglio dinamiche e bisogni. “Oggi abbiamo bisogno di migliorare il Trasporto Pubblico Locale, ma per farlo dobbiamo prima conoscerlo davvero. Non conosciamo abbastanza i comportamenti reali di mobilità, la domanda potenziale, la multimodalità e le esigenze degli utenti”.
Parisi ha poi richiamato il ritardo in termini di investimenti dell’Italia rispetto ad altri Paesi europei: le città italiane offrono mediamente circa la metà dei posti-km pro capite rispetto a grandi città come Madrid o Varsavia e dispongono di reti di trasporto rapido di massa più limitate, mentre il tasso di motorizzazione supera le 700 auto ogni mille abitanti, con ricadute su qualità dell’aria, costi sociali e spese delle famiglie.
E’ quindi necessario costruire una vera base dati nazionale sulla mobilità. “Serve una base dati dinamica, aggiornata e continua, costruita anche attraverso indagini sul campo sul modello di quelle di ISTAT, ISFORT e Audimob, ma più frequenti e utilizzabili per le decisioni pubbliche”, ha spiegato Parisi.

“Se oggi con i dati delle celle telefoniche o dei GPS dei bus e delle auto vediamo i flussi degli spostamenti, non sappiamo distinguerne la modalità – se auto privata, taxi, bus, sharing o micromobilità – e non sappiamo la motivazione dello spostamento. Senza dati più precisi – ha aggiunto – diventa difficile tanto definire politiche urbane mirate e durature né livelli adeguati di servizio per distribuire in modo equo le risorse del Fondo Nazionale Trasporti”.

Il vicepresidente Anci ha citato anche il modello statunitense, dove la raccolta delle informazioni sulla mobilità è disciplinata per legge e gli operatori sono obbligati a fornire dati utili ai decisori pubblici, garantendo maggiore trasparenza ed efficienza.
Accanto al tema dei dati resta centrale quello delle risorse. “Il Fondo Nazionale Trasporti, in termini reali, si è progressivamente ridotto, mentre i costi sono aumentati”, ha ricordato Parisi, sottolineando la necessità di rafforzare strutturalmente il Fondo e di garantire continuità agli investimenti anche oltre il PNRR.

Infine, ha richiamato la necessità di considerare l’offerta di mobilità, oggi composta da TPL, taxi, NCC, sharing, micromobilità, logistica e piattaforme digitali, in modo sistemico e la necessità di regole più coerenti e di un ruolo più forte dei Comuni.

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