“Se non puoi misurarlo non puoi migliorarlo. Confronto con gli attori del TPL sulle proposte federMobilità “. Questo il titolo dell’incontro, organizzato da federMobilità, in programma dal 12 al 14 marzo 2026 presso Palazzo Salerno, in Piazza del Plebiscito 33 a Napoli.
federMobilità, già da alcuni anni, ha deciso di investire sul tema dei dati e delle informazioni nel trasporto pubblico e la mobilità locale per dotare il Paese di un sistema completo ed affidabile di conoscenze a supporto delle politiche. Sono molte le motivazioni che hanno stimolato e sostenuto questa decisione, anche in considerazione del nostro ruolo di rappresentanza dei regolatori locali.
Gli Enti Locali, le loro Agenzie della mobilità e del trasporto assieme alle loro Aziende, giocano un ruolo cardine per arrivare a favorire la necessaria, urgente e approfondita conoscenza del settore della mobilità e del TPL in particolare. Questa conoscenza è sicuramente alla base delle fondamentali azioni di qualificazione e sviluppo del settore.
La proposta di federMobilità vuole stimolare ed accelerare questo indispensabile passaggio, nella piena consapevolezza tuttavia che non basta il pilastro dei dati e della conoscenza per far funzionare meglio il settore del TPL e della mobilità locale. Almeno due nodi strutturali fondamentali non possono non essere costantemente richiamati. In primo luogo c’è il nodo dei finanziamenti da adeguare per mettere il TPL nella condizione di rispondere ai bisogni di mobilità dei cittadini, di chi vive nelle aree urbane come di chi vive nei territori periferici. Finanziamenti da incrementare per il fabbisogno di investimenti certi e programmabili (reti, materiale rotabile, tecnologie e cc.) da un lato, e – ancora di più – per la continuità e il potenziamento dei servizi, le cui risorse sono al contrario diminuite in termini reali negli ultimi 10 anni.
In secondo luogo, i compiti complessi della “buona regolazione” assegnati gli Enti titolari dei servizi di TPL – così come giustamente definiti dalle norme di riforma del settore e soprattutto dalla produzione regolatoria dell’ART – richiedono un parallelo irrobustimento di competenze professionali, di dotazione di personale e di infrastrutture tecnologiche di cui gli Enti stessi ad oggi sono largamente carenti e che invece sono indispensabile affinché essi “facciano bene il loro mestiere di regolatori”. Senza questi adeguamenti, l’intera architettura di funzionamento del settore crolla e la costruzione di un efficace sistema informativo, che è l’oggetto specifico di questo Convegno, perde di significato.

