1 Giugno, 2026

Il contributo della ricerca europea

Inquinamento dell’aria in città, traffico, continuo aumento delle emissioni di gas serra daltrasporto di persone e merci. Il problema è complesso e soluzioni semplici e immediate nonesistono.

Ma una strada per non continuare a peggiorare le cose e risolvere il problema delle areeurbane nel medio periodo esiste.

Occorre una rivoluzione copernicana nell’approccio alla mobilità sostenibile. Oggi siprogrammano infrastrutture e servizi spesso senza tenere conto degli sviluppi territoriali futuri, conseguenti alla disponibilità di nuovi collegamenti più veloci, soprattutto stradali. Si lavora e si pianifica la mobilità "a bocce ferme", come se gli individui, le famiglie, le imprese non sfruttassero le opportunità offerte dal mercato immobiliare di ottenere più spazio, più comfort abitativo, un ambiente migliore etc. a prezzi inferiori a distanze maggiori dai centri urbani. Per molte famiglie che devono far quadrare i loro bilanci spesso la scelta di andare a vivere nella corona urbana è obbligata, visto i prezzi proibitivi delle case nei centri cittadini. I tempi complessivi di accesso alla città centrale – dove si continua a lavorare e vivere nel corso della giornata – non dovrebbero aumentare, grazie alla maggiore velocità consentita dalle nuove infrastrutture e servizi, ma nel caso degli spostamenti in automobile la congestione nell’accesso ai centri urbani crea spesso notevoli perdite di tempo.

Questo è il fenomeno della dispersione urbana (urban sprawl), che sta avvenendo in tutta Europa. Esso sta di fatto espandendo i confini della città ad uno spazio allargato di vita quotidiana in cui famiglie e imprese continuano ad interagire, come emerge dai ritmi di pendolarità quotidiana, ma in cui le istituzioni sono molteplici – frammentate a livello territoriale e/o settoriale – e le loro politiche sono spesso portate avanti indipendentemente, con effetti contrastanti.

Il risultato finale, al momento, è il continuo aumento della mobilità dovuto non tanto a un maggiore numero di viaggi in media per persona, quanto a maggiori distanze percorse. E si tratta perlopiù di viaggi che si è obbligati a fare in macchina, perché la dispersione urbana crea una corona di insediamenti intorno alla città troppo sparsi per essere raggiungibili con il mezzo pubblico (che ha bisogno di una densità minima di utenti per poter operare). Maggiori veicoli-km in automobile significano inesorabilmente maggiore emissione di gas serra, inquinamento e traffico.

La rivoluzione copernicana allora sta in questo: integrare la pianificazione urbana e della mobilità, avendo cura non solo di vincolare l’uso del territorio quando necessario, ma anche, e soprattutto, di agire sul mercato immobiliare incanalando l’offerta di nuove opportunità di vita in periferia e nelle cinture urbane con opportuni incentivi.

Gli incentivi – sotto forma di nuove regolamentazioni, perequazione urbanistica, incentivi fiscali e finanziari, investimenti etc. – dovrebbero facilitare linee di espansione urbana policentrica, incentrata sull’uso di corridoi veloci di trasporto pubblico (principalmente su ferro) per collegare i centri tra di loro, e su una aumentata convenienza della mobilità pedonale, in bicicletta o all’uso condiviso dell’automobile (car sharing e car pooling) nei centri della maglia policentrica (le città satellite, ma anche i quartieri della città centrale).

E’ questo il nocciolo del messaggio del Seminario su mobilità e sviluppo urbano sostenibile che l’APAT, in collaborazione con il Progetto Europeo PLUME, ha organizzato

per presentare e discutere i risultati della recente ricerca svolta sull’argomento da un gruppo di 13 progetti finanziati dalla Commissione Europea nell’ambito della Key Action "City of Tomorrow and Cultural Heritage".

I 13 progetti si sono occupati tutti, sotto diverse angolature, di politiche integrate di uso del territorio e trasporti, anche attraverso l’analisi comparata di "buone pratiche" attuate in diverse città Europee. Ulteriori informazioni e risultati sono disponibili sul sito www.lutr.net

Una breve nota informativa in inglese sul network tematico PLUME può essere scaricata al link: www.lutr.net/documenti/brochure.pdf

Myriam D’Andrea – Dirigente Servizio Sviluppo Sostenibile e Pressioni Ambientali

APAT

Carlo Sessa – Progetto Europeo PLUME, Responsabile per la disseminazione in Italia

La partecipazione al seminario (c/o Sala Fazzini, Sede APAT via Curtatone, 3 – 00198 Roma – Venerdì 18 febbraio 2005)  è gratuita e su invito. Vi preghiamo pertanto se siete interessati a partecipare di inviare quanto prima (il numero di posti è limitato) la scheda di registrazione via e-mail o fax alla segreteria del seminario organizzata per l’occasione presso l’ISIS:

Irina Rachieru

ISIS 
Via Flaminia 21 – 00196 Roma
e-mail: irachieru@isis-it.com
Fax: 06 3213049
Tel: 06 3612920
Web-site: www.isis-it.com

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